Articolo del Mese

 

IL MIRACOLO DELL’UNITÀ

Forse è la volta buona. Ma non diciamolo troppo forte. Ci sembra di respirare, o meglio, di tirare il fiato. Sembra, con tutte le cautele, che il Coronavirus stia allentando la sua morsa e, timidamente, ripartiamo. La voglia però, la voglia di tornare a stare insieme e insieme condividere iniziative e progetti è forte. Guardiamo avanti con grande speranza.

Vorremmo che il tempo che ci aspetta fosse una stagione nuova: lo dobbiamo a coloro che ci hanno lasciato, a chi si è speso senza limiti per combattere questa pandemia, a chi ha cercato modi nuovi per affrontarla. Non ci accontentiamo di dire: “Presto sarà finita e tornerà tutto come prima!”. Non vogliamo tornare a com’era prima. Abbiamo diritto a qualcosa di nuovo. E ne abbiamo anche il dovere. Custodiamo il desiderio di qualcosa di meglio: un tempo e un mondo migliori, più autentici e solidali, così come una comunità cristiana migliore, cresciuta nella prova e nel dolore. Da questa pandemia vorremmo uscire più forti e non più fragili; più capaci di guardare avanti e di guardare lontano e non di voltarci indietro; più coraggiosi in nuovi progetti e non rassegnati a salvaguardare il minimo.

La Pentecoste, che abbiamo appena celebrato, ci indica la strada della nuova partenza. Innanzitutto ci consegna una consapevolezza: senza lo Spirito di Gesù continueremmo ad essere soggiogati dalle nostre paure, dalle chiusure o dalle divisioni. Quindi lasciamo che il suo Spirito riempia la nostra vita e le nostre case, le nostre parrocchie e le nostre strade. Questo significa ripartire mettendo al centro l’incontro con il Signore nell’ascolto della sua Parola e nella preghiera condivisa. Senza di lui non si va da nessuna parte. Abbiamo bisogno di ritrovare una spiritualità forte.

Lo Spirito di Gesù poi ci fa passare dal virtuale al reale. Ripartiamo con il desiderio di custodire relazioni sincere, profonde, solide. Meno affanno per le iniziative e più passione per lo stare insieme! Sarebbe bello trovare più tempo per l’ascolto reciproco, sacrificandone un po’ alla frenesia degli impegni. Anche dentro le nostre comunità.

E poi ancora lo Spirito ci spinge a coltivare una logica di comunione capace di aprirsi agli altri, nella prospettiva della Comunità Pastorale e in quelle dell’accoglienza fraterna. Sia una stagione in cui prendono forma alleanze educative, collaborazioni pastorali, reciproci sostegni nella carità. La Pentecoste ci fa passare dalla divisione e dall’incomprensione di Babele all’unità e al dialogo di Gerusalemme.

Sarà una stagione nuova, quella che ci attende, se insieme sapremo compiere il miracolo dell’unità. E se lo Spirito ci riempie, il miracolo sarà possibile.

don Bortolo