Articolo del Mese

 

Dieci anni di storia insieme 

Qualche giorno fa don Augusto ha festeggiato i suoi 33 anni di sacerdozio e questo anniversario coincide, questa volta, con il tempo dei saluti al nostro parroco, che a giorni saluterà la parrocchia di San Galdino per un passaggio ad un’altra comunità. Ci sembra bello allora considerare questi due momenti come una sorta di staffetta che negli anni testimoniano la sua vita di sacerdote dedicata al Vangelo e alla chiesa.

Sono trascorsi 10 anni da quando abbiamo accolto don Augusto come parroco a San Galdino e ricordiamo la gioiosa accoglienza della sua prima messa celebrata nella nostra comunità. Proveniva da una realtà a noi molto vicina e una volta arrivato a San Galdino, tutto quello che avevamo intravisto si è realizzato “nel bene e per il bene”, attorno ad una comunità che è stata da lui coinvolta e guidata nel rispetto delle sue caratteristiche.

Abbiamo avuto la possibilità di conoscere e stimare don Augusto nella sua capacità di attirare e coinvolgere i parrocchiani alla vita di fede, grazie alla sua attenzione alla predicazione e alle attività della comunità. L’ascolto delle sue omelie e delle sue catechesi ha rappresentato per tutti un’occasione di crescita nella fede, in cui siamo stati aiutati a cogliere la verità della Parola con meditazioni profonde, ma semplici da comprendere. Sono state tante le proposte di catechesi pensate da don Augusto in questi anni: per gli adulti, per i giovani e per la terza età; belli sono stati anche i momenti formativi per i catechisti. C’è stata, inoltre, una costante attenzione verso la preghiera come strumento per condividere il cammino, con proposte come la confessione comunitaria, l’adorazione Eucaristica mensile, la preghiera di Taizé per i giovani dell’unità pastorale, le processioni mariane per le vie del quartiere e i pellegrinaggi. Le lunghe settimane di distanza dai sacramenti durante il lockdown ci hanno anche fatto apprezzare la cura e attenzione di don Augusto in questo ambito, con le messe e i rosari in streaming e la sua vicinanza ai malati del quartiere, nelle case e nelle RSA. 

Ripercorriamo insieme le numerose iniziative e le realtà dei gruppi di questi dieci anni (e ci scusiamo sin d’ora se non riusciamo a citarne qualcuno, ma sono davvero tante!).

A San Galdino, in questi anni, è divenuto particolarmente importante il concetto di comunità educante, derivato da pensiero diocesano calato nella realtà della parrocchia, nella convinzione che “per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”. Ha così ripreso vigore il cammino dell’iniziazione cristiana, con i pomeriggi di catechismo aperti ogni settimana dal don con una preghiera o un canto (con la sua chitarra) insieme ai bambini. È stato creato il gruppo della cappellina, perché i bambini più piccoli fossero accompagnati nel momento della messa. Questi cammini hanno visto crescere ragazzi che poi hanno preso parte ai gruppi preadolescenti e adolescenti, oggi presenti e vivaci in oratorio. A questo proposito, Gabriella, una delle catechiste “storiche” di San Galdino, racconta: «È stato bello in questi anni vedere la ripresa del catechismo, all’inizio con una sola classe, che è stata possibile anche grazie alla disponibilità di tante persone. Abbiamo anche sempre cercato di essere vicini alle famiglie dei bambini, con l’iniziativa delle domeniche comunitarie».

Le classiche vacanze organizzate dalla parrocchia con don Augusto al mare e in montagna sono un bel ricordo per tutti, con momenti di preghiera insieme, ma anche giochi, sfide tra squadre e divertimento (oltre che occasioni per il don di sconfiggere tutti a Risiko). Sempre nell’ottica dell’oratorio come spazio educativo, vogliamo ricordare il contributo del Consiglio di Oratorio, voluto dal parroco, che ha guidato tanti incontri organizzativi insieme a un gruppo di persone, che ideavano le attività da proporre. Importante è stata anche la collaborazione con il Tempo e Poi e con gli Scout. Non si può poi dimenticare il ruolo dello sport come strumento per una comunità educante: abbiamo visto l’impegno di tutti nel rendere il campo di calcio nuovamente utilizzabile e farne luogo di incontro per bambini, ragazzi, allenatori e squadre calcistiche nate in parrocchia. Negli anni sono state proposte anche altre attività sportive, come il corso di danza e la squadra di pallavolo. È stato bello anche vedere cambiare gli spazi dell’oratorio, pensati più a misura di bambino, ad esempio con l’area giochi e il bar, un luogo di incontro e aggregazione. La costruzione della tettoia ha reso lo spazio esterno adatto a momenti di merenda, ai giochi e alle tante esibizioni canore e non durante le feste parrocchiali. Sempre in questa ottica di attenzione alle esigenze educative, in questi anni si è mantenuto lo storico doposcuola del sabato e si aggiunte altre iniziative, come la scuola di italiano per stranieri o l’ospitalità data a quella di arabo nei locali della parrocchia. E non è mai mancata l’attenzione ad altre fasce d’età, con proposte come quella del corso di cucito. L’oratorio è diventato sempre più uno spazio di incontro, di crescita, di creazione di relazioni per tutti. 

Altri bisogni, non solo educativi, ma anche materiali o relazionali del quartiere hanno trovato in questi anni un ascolto attento nella parrocchia e in don Augusto. Come parroco, infatti, ha avuto a cuore “l’arte di creare legami”, per citare uno dei suoi tanti articoli in questo giornalino. In questi anni sono nati o cresciuti progetti di dialogo tra le religioni e realtà associative, sempre nel rispetto di un costruttivo rapporto con gli interlocutori della zona, gli enti e le istituzioni del territorio. Con il costante ascolto di proposte che arrivavano dai parrocchiani e il coinvolgimento di chiunque fosse disponibile a collaborare, i progetti nati in questi anni con don Augusto hanno sempre avuto al centro la vita cristiana e il bene di ogni persona, della comunità e della carità, come è sempre stato caratteristico per la storia di San Galdino.

Tanti sono i servizi caritativi proseguiti e sostenuti o sorti e rilanciati in questi anni, come espressione dell’attenzione della parrocchia ai bisogni delle persone. Abbiamo visto svilupparsi progetti già presenti e in collaborazione con altre parrocchie, come i servizi Caritas, lo spazio anziani e, di recente, il significativo progetto Onos. Ricordiamo anche il progetto Contatto Salomone, che anni fa ha visto protagonista attiva la parrocchia guidata da don Augusto, o il servizio dello Sportello Lavoro, così necessario soprattutto in questo delicato periodo. Nel 2014 poi è nata Good Love Charity, un’associazione con la finalità di sostegno materiale e spirituale per le famiglie. Da questa esperienza, nell’anno del Giubileo, è sorto il servizio di distribuzione abiti tutt’ora in attività grazie all’impegno di molti volontari. Sempre nel 2016 è nata la cooperativa sartoriale “Il Filo Colorato di San Vincenzo”. La presidente Loredana ricorda così questi quattro anni di cammino: «Don Augusto ha lottato molto per questo progetto. Di fronte alle varie difficoltà siamo sempre riusciti ad andare avanti, anche perché c’era profonda sintonia nella nostra motivazione, ovvero il desiderio di aiutare persone in difficoltà lavorativa».  

Abbiamo percepito la forza del dialogo anche nell’esperienza di don Augusto come decano, nella sua convinzione a portare avanti progetti condivisi con le altre parrocchie della nostra zona e il suo credere ad una chiesa diffusa e fatta di partecipazione e condivisione. Un segno forte di quello che siamo certi si andrà a creare in un’altra realtà e potrà continuare da noi nel futuro. 

In questi anni, sotto la guida spirituale del don, sono nati molti gruppi: il gruppo famiglie, che ha avuto un significativo cammino nella vita di fede, anche attraverso momenti di unione trascorsi in vacanze a cui don Augusto ha sempre partecipato. Il gruppo liturgico, con gli incontri a cadenza mensile per pensare e curare i momenti della liturgia, così importante perché venga colta la bellezza della Parola. Il gruppo della terza età, per cui sono state pensate alcune iniziative di catechesi e i classici pellegrinaggi a Caravaggio, ma anche attività di animazione e amicizia in oratorio. E poi il gruppo Crismus di dialogo interreligioso con gli amici musulmani, il gruppo preadolescenti e adolescenti, il gruppo giovani, con cui sono stati organizzati momenti di riflessione e pellegrinaggi, e la redazione del sito, che si è aggiunta a quella del giornalino. Ancora, abbiamo visto la cura di gruppi già presenti in parrocchia come il gruppo missionario, i due gruppetti del coro e il percorso fatto con gli organi parrocchiali del CPP e il CAE.  

Questo e tanto altro c’è nella storia della parrocchia di questo decennio con la guida di don Augusto come parroco. A questi anni vogliamo guardare insieme per ricordare la gioia del cammino condiviso: un ricordo che è un “riportare al cuore”, come spesso ci ha detto lui stesso nelle sue omelie. Chi di noi ha potuto collaborare in piccola parte alla vita di parrocchia, ha imparato da don Augusto l’importanza che l’origine del servizio venga sempre dalla fede o ne sia strumento, dal vivere il Vangelo in ciò che si fa per gli altri e per realizzarne il messaggio. Di questo, come di tanto altro, gli siamo tutti profondamente grati. 

Caro don Augusto, ti accompagniamo in questo passaggio e ti auguriamo di continuare il tuo cammino con l’energia “spirituale”, la serenità e la fede che abbiamo visto in questi anni. Tutta la comunità di San Galdino ti assicura di cuore la sua vicinanza.

Camilla e Maria